La vita è fatta così, a volte basta la classica goccia a far traboccare il vaso e scatta l’incazzatura. Capita così spesso che ti chiedi se il vaso è costantemente pieno o se, in quel momento, quella goccia valeva come un litro d’acqua o di fiele.
A volte anche un cartoncino di invito può trasformarsi in una goccia, soprattutto se in quel cartoncino non c’è scritto il tuo nome. Ce ne sono tanti, alcuni che conosci, altri mai visti, ma il tuo no, manca. Passa qualche secondo e ti incazzi, stracci il cartoncino, lo butti assieme ad altra carta inutile e poi vai avanti con le tue cose. Qualche altro minuto e ti chiedi perché hai reagito così, se valeva la pena e finalmente riesci a darti una spiegazione.
Il problema non è che non sei su quel cartoncino, il problema è che non esisti nella mente di chi lo ha composto. Un conto è non esserci perché hai cortesemente declinato un invito o una proposta (mancanza di tempo, di voglia, di conoscenza … quello che ti pare); altro è se nessuno ha avuto per il cervello di sollevare il ricevitore e tenerti in considerazione. D’ accordo, è solo un aperitivo letterario, ma sono convinto di valere di più di qualche nome pubblicato sul biglietto che ho stracciato.
Sono stanco da tempo di qualunque attività che sia gratis o quasi (non è avidità, voglio decidere io se donare il mio tempo o no), ma soprattutto non reggo più le persone che decidono anche per me senza pensare che sia giusto o delicato consultarmi. Si dica pure che sono un presuntuoso o un pallone gonfiato, ma sono stanco di essere trattato come non merito.
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Chapeau! Per il blog, gli articoli, tutto il resto. E grazie per il tuo messaggio, non hai idea del piacere che mi ha fatto.
Non che c’entri qualcosa, ma stamattina ho mancato l’Intercity delle 8.30 per comprare la Gazzetta e leggere il tuo articolo di ieri – poco male, l’interregionale delle 8.47 era miracolosamente in orario.
E’ un segno del destino o hai amicizie ai piani alti?
Buon lavoro e complimenti