Una pausa di riflessione

Eccomi di ritorno dalla mia disintossicazione, attesa da mesi: otto giorni che ho condiviso con la mia “seconda famiglia”, gli amici dell’oratorio che spesso non sono riuscito a dare il tempo che meritano. Il luogo è sempre lo stesso, Fenilliaz di Brusson (AO), anche se tutt’intorno sono spuntate alcune gru per ristrutturare gli edifici della zona (e uno di quei mostri metallici è piazzato esattamente davanti alla nostra casetta).
Per me questo era il decimo campo in Val d’Aosta, ma non era mai capitato che io fossi il più vecchio dei ragazzi partecipanti. E’ una sensazione strana, visto che il ricordo dei primi anni è ancora vivo, anche se varie persone che ho frequentato lì hanno preso da tempo altre strade. Sono arrivato nella nostra casa da sogno – anche se è fragilissima e ogni tanto perde qualche pezzo – piuttosto stanco e con molto bisogno di recuperare energia (tra l’altro, il pomeriggio e la notte prima di partire li avevo passati a lavorare a due pagine per il giornale); non so se sono riuscito a rimettermi in sesto, ma almeno ho vissuto alcuni giorni con persone cui sono legato.
Ogni anno porta con sé esperienze simili e diverse. Questa volta il tempo ha limitato le sue pazzie ed il bagno delle ragazze non ha fatto le bizze; ho ripreso a fare qualche gita (non c’ero più abituato, dopo cinque anni in cui la Val d’Aosta mi è servita a preparare sette esami), ho passato vari pomeriggi a giocare con i ragazzi o a leggere per conto mio (avevo scelto La scoperta dell’alba di Walter Veltroni e L’Italiano di Beppe Severgnini, mi hanno dato molto entrambi).
Mentre nella nostra Guastalla si moriva di caldo, abbiamo cercato di godere dello spettacolo della montagna, fatto di luce, toni di colore, rumori sottili e, talvolta, profumi. In questo contesto è certamente più facile riflettere sulla nostra vita e sul nostro “posto nel mondo”: don Roberto e il diacono Paolo ci hanno guidato giorno per giorno, con passi biblici o riferimenti alla vita quotidiana, aiutandoci ad aprire gli occhi sempre di più. Le nostre storie, le piccole disavventure di ogni giorno, la cucina di Maddalena (ottima ed abbondante come sempre), i giochi in compagnia e l’abbuffata dell’ultima sera sono stati gli altri ingredienti di quella settimana; certo, non ci siamo scordati di chi è rimasto a casa e, soprattutto, ha pesato l’assenza di Pierluigi che con le sue ali da angelo di certo avrà vegliato su di noi.
Ora la vita è ricominciata, con tutte le sue difficoltà; nel frattempo però la Val d’Aosta ci ha visti di nuovo insieme e possiamo ringraziare il Signore e le nostre famiglie per averlo permesso.

* * *

Ad un giorno di distanza dal mio ritorno, confermo in sostanza quello che ho scritto (quando ancora ero via), ma aggiungo che questa è stata la mia ultima Val d’Aosta. Speravo di averne un ricordo migliore, ma l’ultimo giorno lo ha decisamente guastato. Addio roccione, addio casetta: dopo dieci anni, forse è meglio così. Per tutti.

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2 Risposte

  1. A chi si gode gli ultimi giorni di vacanze,
    a chi è solo fra le mura di casa.
    A chi oggi parte.
    A tutti quanti e anche a te…

    Auguro un Buon Ferragosto.

    Un affettuoso saluto da Giuseppe.

  2. Il finale mi delude un pò… Qualunque sia l’entità e la gravosità dei problemi che si affrontano, non si può scappare… Specialmente dalla ” Seconda Famiglia”.
    Ognuno di noi però ha diritto a fare le proprie scelte…
    Un abbraccio fraterno in questo momento difficile, se ben ho intuito..

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