Una nuova bibbia per Battistiani doc

Per gli autentici appassionati di Lucio Battisti questi mesi si presentano come davvero ricchi. La gratitudine va soprattutto alla Coniglio editore che ha ripubblicato (in veste completamente rinnovata) la prima “bibbia” dei battistiani e sta per dare alle stampe un’autentica pietra miliare per chi ha amato davvero l’artista di Poggio Bustone. Da poco è nuovamente disponibile, dopo la prima uscita nel 1996 per Tarab, Pensieri e parole – Lucio Battisti, una discografia commentata, di Luciano Ceri: 480 pagine (per un costo di 18,50 euro) che ripercorrono disco per disco la carriera di Lucio, con analisi, ricordi e testimonianze.

Si tratta di un lavoro accurato ed interessante, il cui ritorno in libreria non può che far felici gli estimatori; per loro, tuttavia, si prepara un piatto ancora più ghiotto. Il titolo della seconda uscita Coniglio (non si conosce ancora la data) è emblematico: Lucio Battisti – Discografia mondiale. A compilare il tutto è un grande esperto di musica, molto apprezzato nel settore dei collezionisti, Michele Neri; al suo fianco, il fondatore ed amministratore del sito più completo (forse l’unico propriamente detto) sull’opera di Battisti, Fabio Sanna. Il volume non sarà economico (si prevede un prezzo di 58 euro), ma le circa 570 pagine previste per l’opera promettono decisamente bene per tutti coloro che desiderano conoscere a fondo la produzione discografica di Lucio. In attesa della pubblicazione, ecco l’intervista che Michele mi ha concesso.

Michele, il titolo scelto per il libro è decisamente ambizioso: da dove nasce l’idea (o l’esigenza) di fermare in un libro la discografia che vada oltre i confini non solo italiani, ma anche europei?

«L’idea è nata tanto tempo fa, la spinta principale è stata quella di ricostruire, non tanto la discografia intesa come serie di emissioni discografiche, quanto il dettaglio delle operazioni che avevano portato alla nascita di quei dischi: gli studi dove avvenivano le registrazioni, i musicisti e i tecnici impegnati, i risvolti tecnici, i periodi precisi in cui queste registrazioni sono avvenute. Poi è stato chiaro che il modo migliore di porgere questi dati, man mano che si trovavano, era quello di compilare una vera e propria discografia. A quel punto l’opportunità di estendere le ricerche a tutte le edizioni mondiali, si è proposta da sola e con forza. Il libro prima di assumere la veste definitiva, ha avuto diverse stesure, anche molto diverse tra loro. Il sito di Fabio Sanna [oggi www.luciobattisti.info] è stato fondamentale in un momento in cui avevo perso completamente l’entusiasmo verso questo progetto: la passione e la meticolosità con cui ha cercato (e sta ancora cercando) di analizzare ogni singola emissione a nome Lucio Battisti, mi ha contagiato e spinto a riprendere in mano il progetto. La contemporanea mia collaborazione con Francesco Coniglio, l’editore di questo libro, è stata la molla decisiva che ha spinto in avanti questa cosa che sembrava diventata un po’ una barzelletta: la prima idea di libro risale al 1988 e solo qualche anno dopo, nel 1996, avevo focalizzato meglio cosa avevo in mente. Però proprio in quel periodo Luciano Ceri mi fece vedere le bozze del suo libro – che uscì poi in maggio – e rimasi allibito: aveva fatto ciò che io pensavo di fare, ma con un risultato che io neanche lontanamente potevo pensare di raggiungere. Poi nel 1999 ripresi a lavorarci salvo poi abbandonare quando Michele Bovi mi propose di collaborare con Roby Matano ad un libro, poi uscito nel 2003, che stava scrivendo [si parla di A Robe’… Lucio Battisti: la nascita di un mito, pubblicato da Ciliegia bianca]. A quel punto ero saturo di Battisti, troppa era la sensazione di sfruttamento che si respirava e pochi gli omaggi sinceri. Tirando fuori tutti i dischi della mia collezione per il sito di Fabio e vedendo come cresceva con contributi di altre persone e grazie alle sua capacità, mi è tornata la voglia di vedere un libro come volevo io (e di solito se si vuole un libro fatto in un certo modo bisogna farselo). A quel punto coinvolgere Fabio Sanna è stato naturale, quasi fisiologico».

 

Qual è stata la difficoltà maggiore nella compilazione della discografia? E il rischio più grave che hai corso?

«Più di una! Sicuramente la mancanza totale di documentazione disponibile, aggravata anche dall’assenza, da parte dei discografici, di qualsiasi interesse alla collaborazione. Ho potuto recuperare dati sulle registrazioni di Battisti, solo con la collaborazione degli artisti e dei tecnici che hanno partecipato alle stesse. Mi sono quindi dovuto affidare a memorie personali con tutti i rischi che questo comporta. Non posso neanche avere la certezza di aver recuperato tutte le edizioni (o perlomeno i dati di queste) mondiali di Battisti perché non esiste un archivio o un database dove confrontare i miei dati. Un’altra difficoltà grande è stata quella della selezione. Con il libro si è voluto realizzare una biografia diversa, forse più onesta, sicuramente più oggettiva. Per fare questo abbiamo inserito, oltre a tutti i dischi usciti a nome Lucio Battisti, tutta una serie di pubblicazioni che vedono intervenire o coinvolto indirettamente il cantautore. Se è stato facile selezionare le canzoni che Battisti ha scritto per altri, e di cui esiste ormai una buona letteratura, più difficile è stato selezionare categorie diverse di edizioni come le versioni in altre lingue, le classiche cover in italiano – e di Battisti ce ne sono centinaia. Tutto questo materiale è stato poi inserito in ordine strettamente cronologico e quindi rappresenta una vera e propria biografia musicale, senza troppe concessioni all’interpretazione e ancor meno alla fantasia».

L’opera si rivolge solo agli appassionati doc o è fruibile anche da chi conosce approssimativamente la carriera di Lucio?

«E’ un libro tecnico, per scelta, e quindi è giocoforza noioso nella lettura di alcuni passaggi. Non riesco a capire a chi possa essere rivolto principalmente. Mi verrebbe da rispondere “a me e a Fabio” ma sarebbe come fare un torto a tutte le persone che, vista un’anteprima, si sono prodigate in complimenti e incoraggiamenti. Tutti i musicisti interpellati ad esempio, da Gianni Dall’Aglio a Detto Mariano, da Gian Piero Reverberi a Massimo Luca, da Mario Lavezzi a Claudio Pascoli, sono rimasti impressionati dal livello di dettaglio e proprio questo particolare ha permesso loro di ricordare molti più dettagli. L’appassionato doc sicuramente troverà molte notizie nuove e approfondimenti interessanti ma forse anche il neofita può trovare gratificante un libro con quasi 4000 illustrazioni».

 

Quale criterio è stato scelto nella compilazione della discografia? In un’opera tanto vasta e (suppongo) complessa, c’è spazio soprattutto per i dettagli legati alle varie emissioni discografiche o possono infilarsi anche piccole analisi sui vari brani?

«Praticamente non ci sono analisi tecniche sui brani, sulle musiche o sui testi. Altri lo hanno fatto e alcuni molto bene, ci sembrava quindi una ripetizione. Per quanto mi riguarda inoltre non mi reputo in grado di analizzare una musica o un testo. In qualche caso ci sono timidi giudizi su versioni particolari o tributi ma generalmente si sono analizzate le varie edizioni mondiali e soprattutto si è cercato di ricostruire la metodologia di lavoro di Battisti e la cronologia delle sue “operazioni in studio”».

 

Nell’analisi della discografia di Battisti colpisce qualcosa in particolare, magari legato alle copertine, alle scelte di mercato o ai supporti utilizzati?

«Colpisce il rigore e la professionalità di questo artista. Gli interventi di tutti gli interpellati, coincidono su alcuni punti fondamentali del modus operandi di Battisti: una personalità artistica e una determinazione professionale che mi stupisce ancora oggi, dopo anni che lavoro a questo libro».

 

Qual è la copertina che giudichi più riuscita, più interessante o, semplicemente, più bella?

«Come quando ti chiedono qual è la canzone che piace di più, devo rispondere che dipende dal momento. In certi momenti mi piace molto, trovandomi d’accordo col suo autore Cesare Monti, quella del singolo Il mio canto libero, quella con l’occhio. In effetti è la più elegante. In altri momenti mi colpisce la dinamicità di quella di La batteria il contrabbasso. Non ho mai trovato particolarmente interessante quella di Una donna per amico e di Una giornata uggiosa, ma anche quelle di Images e Io tu noi tutti (anche se la foto è bellissima). Una delle più belle di tutte credo sia quella del singolo Dio mio no con la fotografia di Silvio Nobili intera e rimpicciolita su sfondo nero».

Che diffusione hanno avuto all’estero i brani del Battisti post Mogol? Esistono cover o adattamenti di quei pezzi?

«Mi pare ne esista uno solo, una versione spagnola di Don Giovanni cantata in spagnolo, ma potrei anche ricordare male. Ricordo che la registrai a Panella che rimase stupito non essendo a conoscenza della traduzione e sicuro che, essendo le edizioni proprietà della famiglia, fosse stata fatta all’oscuro della signora Veronese. In italiano hanno avuto una diffusione limitata: Don Giovanni è uscito in Germania in talmente poche copie che hanno preferito utilizzare copie italiane     con un inserto in tedesco aggiunto. Anche gli ultimi due album sono usciti all’estero, addirittura negli Stati Uniti, ma credo con pochissimo riscontro».

Lucio è forse più di ogni altro artista italiano un “abbonato” alle compilation, con una politica che spesso ha scontentato noi appassionati: che caratteristiche deve avere una raccolta per essere apprezzabile e quali, tra le troppe pubblicate, rispondono a questo ritratto?

«Non credo di essere in grado di dare indicazioni ma posso sbilanciarmi sostenendo che si sta esagerando già da tempo. Io credo ci sia qualcosa che non sappiamo, perché non capisco i motivi per cui in edicola esce una collezione su Ramazzotti e fanno i CD ex novo con confezioni splendide, note nuove, fotografie. Baglioni collabora a un progetto di RCS e pubblica un cofanetto destinato a far storia. Springsteen viene riproposto con le copertine a mini album bellissime e filologicamente corrette. Battisti lo pubblicano con errori nel mastering e con confezioni anonime e copertine sbiadite. Perché? Sul fronte delle antologie siamo messi anche peggio: ci sono due o tre cose mai inserite in raccolte e anzi inedite in CD. Una volta ho provato a proporre alla BMG (era ancora a Roma) alcune mie idee ma le risposte sono state veramente sconfortanti. Una raccolta di Battisti forse non ha più senso se non per i collezionisti incalliti (ma secondo me sono rimasti in pochi) e per i compratori abituali (ma quanti sono quelli che non riescono in poco tempo a scaricarsi da Internet una bella miscellanea?). Ma per queste due tipologie di acquirenti non ha veramente alcun senso cercare di individuare un requisito: forse il prezzo».

 

Ultimamente parte del repertorio prima inedito è stato pubblicato: come giudichi questa scelta? Pensi che quel materiale ancora non disponibile meriti (in tutto o in parte) di essere messo in commercio (magari con modalità che non siano un mero sfruttamento, come inserire un pezzo in un triplo cd)?

«C’è materiale che sicuramente merita di vedere la luce, secondo me va cercato il giusto contesto. Rifilare la solita tripla antologia con il brano o i due brani inediti è terribile ma credo che accadrà ancora: dalle voci che girano è in arrivo l’ennesima strenna. Ci sarebbero da fare operazioni ben più oneste, basterebbe prendere ad esempio alcune pubblicazioni americane per capire che col catalogo di Battisti e col materiale che ancora è disponibile, si potrebbero fare cose egregie. Io ho molti progetti già pronti e sviluppati ma credo che rimarranno nei miei cassetti».

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Una Risposta

  1. Capisco che – probabilmente – non si poteva fare diversamente, ma questa intervista non decolla.
    Stimola, fa venire curiosità, ingolosisce, ma si ferma al profumo di un arrosto succulento.
    Un esempio è la risposta alla domenda finale: “Io ho molti progetti già pronti e sviluppati ma credo che rimarranno nei miei cassetti” …quali progetti? perchè rischiano di restare un dono per pochi?
    Ovviamente il libro ( i libri) va acquistato: appassionati: non fate fotocopie !!!

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