6-7 giugno: alle elezioni votate Pia Covre (e, se siete di Guastalla, pensate a me)

Manca ormai pochissimo alle elezioni del 6 e 7 giugno: si voterà per il rinnovo del Parlamento europeo, come pure di molte amministrazioni locali. La competizione per la prima volta mi interessa da vicino: ho scelto di candidarmi come consigliere comunale nella mia città, Guastalla (RE), per la lista «Guastalla insieme», che raccoglie Pd, Italia dei Valori, Partito Socialista, Circolo riformista democratico guastallese, Verdi, Rifondazione comunista, nonché vari esponenti del volontariato e della società civile. Per la prima volta le componenti maggiori del centrosinistra sono riunite sotto un’unica sigla e si propongono di governare la città per i prossimi cinque anni, in continuità con quanto è stato fatto finora: candidato sindaco della coalizione è Carlo Fiumicino, 29 anni, da oltre un decennio impegnato in politica (prima nei Ds, poi nel Pd). Vorrei mettere a disposizione della città le competenze che ho acquisito negli anni (ad esempio nell’università, nella scuola da studente e insegnante, nel mondo cattolico progressista); se non sarò eletto non ne farò un dramma, dovessi esserlo cercherò di svolgere il mio compito con serietà.

In questo momento, però, preferisco ospitare nel mio spazio un’altra voce, che non appartiene nemmeno al partito per cui voto, ma che merita di essere considerata: sto parlando di Maria Pia Covre. I lettori di questo blog già la conoscono, si tratta di colei che, insieme a Carla Corso, nel 1982 fondò il Comitato per i diritti civili delle prostitute e che io ho intervistato nei mesi scorsi, quando sembrava imminente l’approvazione dello squallido ddl Carfagna contro la prostituzione. Ora Pia è candidata al Parlamento europeo per la lista che raccoglie Rifondazione comunista, Comunisti italiani e altre forze politiche di sinistra: mi sento di sostenere la sua candidatura, perché a Strasburgo arrivi una persona che con cuore e tenacia sa garantire e difendere davvero i diritti di tutti (e non si dimentica dei giornalisti caduti in guerra, dei bambini e degli animali domestici).

Pia Covre

Questa è la mia pubblicità elettorale che non vedrete distribuita in giro … Non la stamperò perché sono ambientalista e credo che ad ogni elezione l’esagerato spreco di carta e l’inquinamento dovuto al ciclo di produzione e smaltimento dei materiali pubblicitari siano un danno e un costo assurdo per l’ambiente.

Perché in un periodo di crisi i soldi è meglio usarli per sostenere chi non ce la fa. L’equivalente del costo di stampa lo verserò a due associazioni che aiutano i bambini e gli animali, la donazione la devolvo alla “Fondazione Marco Luchetta, Alessandro Ota, Dario D’Angelo E Miran Hrovatin Onlus” e al gattile di Trieste Il Gatto Onlus .

I bambini sono il futuro del mondo e tutti dovrebbero avere le stesse opportunità fin da piccoli, ogni bambino ha diritto alle cure e all’istruzione. Gli animali perché il mondo è anche loro! Troppo spesso vengono maltrattati, abbandonati e uccisi dall’umanità egoista.

La mia candidatura è sostenuta da una lista di associazioni di altri Paesi europei. associazioni in cui collegh* attivist* si battono contro le discriminazioni sessuali e di genere e per l’affermazione dei diritti del lavoro e di cittadinanza per lavoratori e lavoratrici del sesso in Europa. Sostengono la mia candidatura perché credono che una rappresentante del nostro ambito al Parlamento Europeo serva per rafforzare i diritti individuali, sociali e politici. Affinché venga garantito il principio di libertà e di eguaglianza dei cittadini rispettando le loro differenze e diversità. Quindi mi impegnerò perché vengano recepite le richieste fatte nel Manifesto e nella Declaration dei/delle sex workers e presentato al Parlamento Europeo nel 2005.

Maria Pia Covre

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Il cartoncino che fa traboccare il vaso

La vita è fatta così, a volte basta la classica goccia a far traboccare il vaso e scatta l’incazzatura. Capita così spesso che ti chiedi se il vaso è costantemente pieno o se, in quel momento, quella goccia valeva come un litro d’acqua o di fiele.

A volte anche un cartoncino di invito può trasformarsi in una goccia, soprattutto se in quel cartoncino non c’è scritto il tuo nome. Ce ne sono tanti, alcuni che conosci, altri mai visti, ma il tuo no, manca. Passa qualche secondo e ti incazzi, stracci il cartoncino, lo butti assieme ad altra carta inutile e poi vai avanti con le tue cose. Qualche altro minuto e ti chiedi perché hai reagito così, se valeva la pena e finalmente riesci a darti una spiegazione.

Il problema non è che non sei su quel cartoncino, il problema è che non esisti nella mente di chi lo ha composto. Un conto è non esserci perché hai cortesemente declinato un invito o una proposta (mancanza di tempo, di voglia, di conoscenza … quello che ti pare); altro è se nessuno ha avuto per il cervello di sollevare il ricevitore e tenerti in considerazione. D’ accordo, è solo un aperitivo letterario, ma sono convinto di valere di più di qualche nome pubblicato sul biglietto che ho stracciato.

Sono stanco da tempo di qualunque attività che sia gratis o quasi (non è avidità, voglio decidere io se donare il mio tempo o no), ma soprattutto non reggo più le persone che decidono anche per me senza pensare che sia giusto o delicato consultarmi. Si dica pure che sono un presuntuoso o un pallone gonfiato, ma sono stanco di essere trattato come non merito.