Un sacerdote alla sua Chiesa: “Se tacete su Berlusconi, siete complici”

Mercoledì un ministro della Chiesa, tra quelli più noti e letti dai cattolici italiani, ha avuto il coraggio di dire una parola chiara. Sono rimbalzate su tutti i telegiornali le parole di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia cristiana, sulla questione morale legata a Silvio Berlusconi, che in questo momento occupa la poltrona di presidente del Consiglio. «La Chiesa […] non può abdicare alla sua missione e ignorare l’emergenza morale nella vita pubblica del Paese – si legge in uno dei passaggi più forti – Nessuno pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perché non intervenga e taccia». Puntualmente qualche anima bella dalla maggioranza si è sdegnato contro don Sciortino (cui ho già espresso la mia solidarietà in privato e la ribadisco qui), sostenendo che «Per fortuna la Chiesa è altra cosa»: se la Chiesa è quella di Sacconi, francamente me ne vergogno.

Do volentieri atto che la voce del direttore di Famiglia cristiana, per una volta, non è stata l’unica in questa direzione: prima di don Sciortino si sono espressi, tra l’altro, alcuni vescovi e vari sacerdoti (ma l’eco è stata decisamente ridotta). La Repubblica in questi giorni ha pubblicato una lettera di don Paolo Farinella, sacerdote e biblista genovese, indirizzata al cardinale Angelo Bagnasco: la propongo senza commento, si spiega benissimo da sé. Continua a leggere