Come si cambia …

«Rinviare le elezioni? Sarebbe un dramma, un fatto capace di provocare un danno notevole per un Paese che ha bisogno di governo immediatamente operativo. Mi appello al senso di responsabilità di Giuseppe Pizza».

Silvio Berlusconi, 2 aprile 2008, dopo che il Consiglio di Stato
aveva riammesso al voto la Dc di Pizza (oggi sottosegretario),
che aveva chiesto il rinvio delle elezioni

 

«La lista Sgarbi ha certamente diritto di poter approfittare di altri giorni di campagna elettorale ed è giusto che si rispetti questo diritto».

Silvio Berlusconi, 19 marzo 2010, dopo che il Tar Lazio
ha riammesso al voto la lista di Vittorio Sgarbi,
 che ha chiesto il rinvio delle elezioni
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Alcune parole chiare sul lodo Alfano

Quando, intorno alle ore 18, le agenzie battevano la notizia della sentenza della Corte costituzionale sul cosiddetto “lodo Alfano”, non ho stappato nessuna bottiglia, né sono sceso in piazza a festeggiare. Ho solo pensato che, almeno questa volta, qualcuno si era ricordato che non ci sono persone «più uguali di altre», tanto per citare l’originale di Orwell, al posto della brutta copia ghediniana.

Quello che mi ha fatto veramente arrabbiare è quanto è accaduto dopo e che, tutto sommato, ci si poteva aspettare. Si usa dire che delle sentenze della Corte costituzionale (come di tutte le pronunce) si dovrebbe prendere semplicemente atto con rispetto, e questo non è sempre facile, ma una critica velenosa e denigratoria come quella che è rimbalzata su taccuini, microfoni e telecamere da parte di vari esponenti del centrodestra e della stampa ad esso riconducibile è per lo meno vergognosa. Continua a leggere

Un sacerdote alla sua Chiesa: “Se tacete su Berlusconi, siete complici”

Mercoledì un ministro della Chiesa, tra quelli più noti e letti dai cattolici italiani, ha avuto il coraggio di dire una parola chiara. Sono rimbalzate su tutti i telegiornali le parole di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia cristiana, sulla questione morale legata a Silvio Berlusconi, che in questo momento occupa la poltrona di presidente del Consiglio. «La Chiesa […] non può abdicare alla sua missione e ignorare l’emergenza morale nella vita pubblica del Paese – si legge in uno dei passaggi più forti – Nessuno pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perché non intervenga e taccia». Puntualmente qualche anima bella dalla maggioranza si è sdegnato contro don Sciortino (cui ho già espresso la mia solidarietà in privato e la ribadisco qui), sostenendo che «Per fortuna la Chiesa è altra cosa»: se la Chiesa è quella di Sacconi, francamente me ne vergogno.

Do volentieri atto che la voce del direttore di Famiglia cristiana, per una volta, non è stata l’unica in questa direzione: prima di don Sciortino si sono espressi, tra l’altro, alcuni vescovi e vari sacerdoti (ma l’eco è stata decisamente ridotta). La Repubblica in questi giorni ha pubblicato una lettera di don Paolo Farinella, sacerdote e biblista genovese, indirizzata al cardinale Angelo Bagnasco: la propongo senza commento, si spiega benissimo da sé. Continua a leggere

Costanzo “Sor 5° potere” e l’universo tv: incontro con Luca Martera

Raccontare un personaggio non è sempre una cosa facile, ancor meno lo è farlo in un’ora di tempo televisivo, attraverso immagini e testimonianze; se poi il soggetto ha compiuto da poco tempo 70 anni e l’anno prossimo festeggerà 50 anni di giornalismo, per affrontare il compito ci vuole coraggio. 

Sor Quinto potere è il titolo dello speciale che l’autore e regista televisivo Luca Martera dedica a Maurizio Costanzo e che andrà in onda il 12 novembre su Raidue (ore 23 e 20), nell’ambito del programma La storia siamo noi di Giovanni Minoli. La monografia ripercorre tutta la carriera del popolare anchorman dagli esordi fino alla maturità: dal giornalismo al cabaret, dalla radio alla tv, senza dimenticare i suoi lavori nella musica, nel teatro e nel cinema. Lo speciale rende omaggio tra il serio e il faceto attraverso una selezione di materiali rari e le testimonianze di molti suoi amici, colleghi e addetti ai lavori: Maria De Filippi, Giulio Andreotti, Massimo D’Alema, Bruno Vespa, Riccardo Bocca, Gianni Boncompagni, Giorgio Assumma, Enrico Mentana, Enrico Vaime, Pupi Avati, Paolo Villaggio, Fedele Confalonieri, Gad Lerner, Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta, Paolo Pietrangeli e Angelo Guglielmi; c’è persino un’apparizione ripetuta di Silvio Berlusconi, pronto a fare gli auguri in doppio petto e sorriso all’amico Costanzo.

Il taglio del programma è efficace ed il ritratto che esce dell’uomo coi baffi è incisivo ed accattivante: l’autore della trasmissione, peraltro, a 35 anni ha un curriculum televisivo di assoluto rispetto, come autore e come esperto di archivi (oltre che come sceneggiatore e regista). Per questo ho deciso di fare una chiacchierata con lui: si parte da Costanzo, si arriva alla tv in generale, per capirla meglio e decidere con più cognizione di causa se guardarla o spegnerla.

La sigla di testa del programma di Luca Martera
La sigla di testa del programma di Luca Martera

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